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Equitalia ed i "finti" Dirigenti. Le cartelle sono da annullare? PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Ingrosso   
Venerdì 20 Marzo 2015 13:28

Equitalia ed i "finti" Dirigenti. Le cartelle sono da annullare?

La recente sentenza n. 37/2015 della Corte Costituzionale ha "stravolto" il già precario puzzle delle notifiche degli atti firmati dall'Agenzia delle Entrate, riguardanti Iva/Irpef/Ires/ecc. con esclusione delle richieste Inail e Inps e delle contravvenzioni da codice della strada. Questo il testo della sentenza, che vale la pena di riportare integralmente nell'esposizioni dei motivi finali:


"per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, comma 24, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 26 aprile 2012, n. 44; 2) dichiara, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 14, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 27 febbraio 2014, n. 15; 3) dichiara, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dell’art 1, comma 8, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative). Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 febbraio 2015."
(omissis)

La sentenza ha decretato "nulle" le nomine dei funzionari dirigenti che, senza aver vinto di fatto un concorso, (si ipotizzano in oltre 800 su 1200 dirigenti esistenti) hanno ricoperto detto ruolo e firmato atti emessi dall'Agenzia delle Entrate dal 2008 ad oggi.

Qual è la conseguenza diretta e immediata per i contribuenti che si sono visti, in questo lasso di tempo, notificare cartelle firmate da questi "non dirigenti"? Io propenderei per la nullità, da far valere in sede di ricorso nelle Commissioni Tributarie competenti: si parla di milioni di cartelle esattoriali con importi che posso arrivare a diversi miliardi di euro: nei prossimi giorni avremo delle comunicazioni ufficiali dai Ministeri competenti.

Si può obbiettare che le "ratifiche" intervenute negli ultimi anni con i decreti milleproproghe e/o circolari interpretative succedutesi, avrebbero "sanato queste situazioni anomale" , ma non sarebbe giusto, e permettetemi di aggiungere non corretto, dare un valore probante a questi atti che al cospetto della sentenza n. 37/2015 della Corte Costituzionale sono di diversa portata ed efficacia.

Sui social network e sui mass media si stanno rincorrendo le più svariate ipotesi per i contribuenti che hanno ricevuto le cartelle esattoriali. Ma una cosa è certa: solo in Italia, Paese delle mille leggi e delle interpretazioni più svariate che si succedono non appena una legge viene emessa, si assiste a una continua aleatorietà su come comportarsi una volta che ci siano sentenze così importanti.

Torneremo sicuramente nei prossimi giorni su questo argomento, soprattutto per i contenziosi già instaurati: se dichiarati "non procedibili" e" non favorevoli" all'agenzia delle Entrate, assisteremmo a una "cancellazione di debiti senza precedenti". In tutto ciò, una cosa non sarà semplice e immmediata da appurare: come si potrà avere certezza che la firma del dirigente sull'atto era di uno di quelli che cita la Corte Costituzionale?

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