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Credito d’imposta per investimenti pubblicitari PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Ingrosso   
Venerdì 14 Settembre 2018 07:14

 

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari

L’art. 57-bis D.L. n. 50/2017 (“Manovra Correttiva”), come modificato dall’art. 4 del D.L. n. 148/2017 (“Collegato fiscale”), ha introdotto un credito d’imposta (a regime) per gli investimenti pubblicitari effettuati dai soggetti passivi IVA, imprese o lavoratori autonomi, compresi gli enti non commerciali (anche privi di attività commerciale).

La disposizione è stata attuata dal D.P.C.M. n. 90 del 16 maggio 2018.

Il credito d’imposta è pari al 75% dell’incremento, rispetto all’anno precedente, delle spese sostenute per l’acquisto di spazi pubblicitari ed inserzioni commerciali, escludendo le spese di intermediazione ed altre spese accessorie, effettuato:

    - su giornali (quotidiani o periodici), pubblicati in edizione cartacea o in formato digitale (online), editi da imprese titolari di testata giornalistica;

    - tramite emittenti televisive/radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Nel bilancio pubblico sono stati stanziati due distinti plafond; pertanto la percentuale effettiva da applicare potrà essere differenziata tra gli investimenti nelle due diverse tipologie di media utilizzati.

Il credito d’imposta è incrementato al 90% nel caso di microimprese, PMI e start-up innovative e spetta solo se l’incremento risulta almeno pari all’1%.

 

Istanza per l’accesso al credito d’imposta

Dal prossimo 22 settembre e fino al 22 ottobre 2018 si potranno trasmettere le istanze per l’accesso al bonus pubblicità.

Per il 2017 l’istanza sarà di consuntivazione degli investimenti effettuati, mentre per il 2018 sarà un’istanza di prenotazione riferita agli investimenti effettuati e/o che si intende effettuare nel periodo 2018.

 

A regime, e quindi per gli investimenti effettuati dal 2019, per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati dovranno presentare due comunicazioni per ciascun anno interessato dal credito d’imposta:

    - la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” (comunicazione di prenotazione), prevista dall’art. 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato;

    - la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” (comunicazione di consuntivazione) per dichiarare, ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all’art. 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018.

La comunicazione relativa alla prenotazione andrà inviata tra il 1° marzo ed il 31 marzo dell’anno cui si riferisce e quella relativa alla consuntivazione andrà inviata tra il 1° gennaio ed il 31 gennaio dell’anno successivo.

 

Invece, come parzialmente anticipato:

    - per gli investimenti effettuati nell’anno 2018 la prenotazione andrà inviata tra il 22 settembre ed il 22 ottobre 2018 e la consuntivazione andrà inviata tra il 1° gennaio ed il 31 gennaio 2019;

    - per gli investimenti effettuati nell’anno 2017 la prenotazione non andrà inviata e la consuntivazione andrà inviata tra il 22 settembre ed il 22 ottobre 2018.

 

I modelli andranno inviati esclusivamente in via telematica al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, tramite apposita piattaforma che sarà implementata sul sito dell’Agenzia delle Entrate. L’invio telematico potrà essere effettuato direttamente da parte del soggetto abilitato o tramite intermediario abilitato.

Il modello (unico per entrambe le comunicazioni) e le relative istruzioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia Entrate.

 

Si segnala che qualora l’ammontare complessivo del credito d’imposta indicato nella comunicazione risultasse superiore a 150.000 euro, il soggetto beneficiario sarà tenuto a rilasciare una delle seguenti dichiarazioni:

    - di essere iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’art. 1, comma 52, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (per le categorie di operatori economici ivi previste);

    - di aver indicato nel riquadro “Elenco dei soggetti sottoposti alla verifica antimafia” del Modello i codici fiscali di tutti i soggetti da sottoporre alla verifica antimafia di cui all’art. 85 del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159.