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Credito d’imposta per alberghi, hotel, terme ed agriturismi 2018 - 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Ingrosso   
Venerdì 09 Febbraio 2018 17:08

 

Credito d’imposta per alberghi, hotel, terme ed agriturismi 2018 - 2020

La Legge di Bilancio 2018 in vigore dal 1° gennaio 2018 ha prorogato il tax credit, fino a 200.000 di spese agevolabili, per le strutture turistiche ed ampliato la categoria di soggetti destinatari del credito d’imposta, aprendo anche alle strutture termali

 

 

Credito d’imposta per alberghi, hotel, terme ed agriturismi 2018 - 2020

La Legge di Bilancio 2018 in vigore dal 1° gennaio 2018 ha prorogato il tax credit, fino a 200.000 euro di spese agevolabili, per le strutture turistiche ed ampliato la categoria di soggetti destinatari del credito d’imposta, aprendo anche alle strutture termali

Il credito di imposta è stato istituito con il D.L. 83/2014 cosiddetto “Decreto cultura e turismo” con misure volte alla digitalizzazione delle strutture ricettive e alla riqualificazione delle medesime, entrambe basate sullo strumento del tax credit. Con la Manovra di Bilancio 2018 quest’ultimo è stato ampliato e potenziato ed esteso anche agli stabilimenti termali (art. 3, legge n. 323/2000) che prima non erano stati inclusi nel beneficio.

La misura prevede che gli stabilimenti termali possano chiedere il credito d’imposta per le spese sostenute, fino ad un massimo di 200.000 euro, per interventi di ristrutturazione edilizia, efficientamento energetico, eliminazione delle barriere architettoniche e acquisto di mobili e componenti di arredo.

In più, il bonus è previsto anche per le spese relative alla realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature ed apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali.

Esempio di spese:

·       ristrutturazione edilizia;

·       eliminazione delle barriere architettoniche;

·       miglioramento dell’efficienza energetica;

·       spese per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo;

·       spese di manutenzione.

La manovra 2018 ha disciplinato un’aliquota pari al 65% delle spese agevolabili.

Verranno prese in considerazione le spese in riqualificazione e ristrutturazione sostenute nel biennio 2017/2018 e i fondi a copertura del credito di imposta sono stati riconosciuti fino al 2020.

Modalità di accesso

Le modalità di accesso al credito di imposta per le strutture ricettive verranno aggiornate dal Ministero dei Beni culturali e del turismo: così come è avvenuto lo scorso anno, il credito verrà riconosciuto in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze nei limiti delle risorse annualmente disponibili. L’ultimo giorno di presentazione nel 2017 fu l’8 febbraio, data in cui furono presentate domande per 107 milioni di euro: molte richieste rimasero insoddisfatte, dal momento che le risorse disponibili ammontavano a 50 milioni di euro.

Le domande per poter accedere al Tax Credit Alberghi e Agriturismi 2018, potranno essere inoltrate dal 1° gennaio al 28 febbraio 2018, fermo restando l’attivazione dei siti internet preposti da parte della pubblica amministrazione, infatti, la procedura sarà attivata anche per il 2018 sul portale procedimenti del sito del MIBACT, previa comunicazione circa le modalità di invio e le date di scadenza.

 

Utilizzo del credito

Il credito d’imposta concesso verrà ripartito in due quote annuali di pari importo e sarà utilizzabile (entro 10 anni, ai sensi dell’art. 2946 c.c.) in compensazione mediante modello F24 usando il codice tributo 6850 secondo la risoluzione n. 5/E del 20 gennaio 2016 dell’Agenzia delle Entrate.

 

Adempimenti fiscali e riflessi sul reddito d’impresa

Il tax credit ottenuto:

1.     deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso;

2.     non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP;

N.B. non rileva ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell’art. 61 del TUIR;

N. B. non rileva ai fini della determinazione della quota di spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell’art. 109 co. 5 del TUIR.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Febbraio 2018 17:11