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Il Decreto sulla spending review è stato approvato alla Camera con 371 voti: è legge. PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Ingrosso   
Mercoledì 08 Agosto 2012 07:17

 

Il Decreto sulla spending review è stato approvato alla Camera con 371 voti: è legge.

Ieri la Camera ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione del Ddl., già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del DL n. 95/2012, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini (C. 5389).

Il decreto prevede un risparmio per 4,5 miliardi nel 2012, 10,5 nel 2013 e 11 nel 2014.

Ecco l'ABC del Decreto:

Aumento dell'IVA da luglio 2013 di un punto percentuale delle due aliquote IVA del 10% e del 21%.

Per le zone colpite dal sisma, arrivano risorse per 6 miliardi, con la possibilità, per Comuni e Commissario regionale, di fare assunzioni a tempo determinato per affrontare le emergenze. In arrivo inoltre 23 milioni per la raccolta dei rifiuti in Abruzzo.

Entro novembre di quest'anno, le Regioni dovranno tagliare circa 7mila posti letto negli ospedali, diminuendo da 4 ogni 1000 abitanti a 3,7; previste anche riduzioni alle remunerazioni che ricevono i convenzionati.
In relazione agli organici della P.A., inoltre, verrà ridotto del 20% il numero dei dirigenti e del 10% quello dei dipendenti non dirigenti, oltre a un limite per i buoni pasto, fissato a 7 euro.
Le Province saranno riordinate in modo da averne solo con almeno 350.000 abitanti e un territorio di 2.500 Km quadrati; per il 2012, poi, avranno un contributo di 100 milioni per ridurre il proprio debito.

Tra le altre misure, si segnalano: il taglio del 50% della spesa per auto blu di tutte le amministrazioni.

Il tetto di € 300.000 euro per la retribuzione a manager e dipendenti delle aziende partecipate dello Stato, non quotate, RAI compresa. Risparmi dei Ministeri di 1,7 miliardi nel 2013 e 1,5 nel 2014 e 2015; “sforbiciata” ai trasferimenti alle Regioni, per 700 milioni nel 2012 e un miliardo nei due anni successivi;riduzione, nell’anno in corso, delle spese per acquisti di beni e servizi, da parte delle amministrazioni centrali; chiusura delle società in house, anche se non automatica, perché se Regioni, Province e Comuni realizzeranno un risparmio del 20% per la gestione, non saranno costrette a sopprimere o accorpare i propri enti o agenzie; stop al “trascinamento” di indennità per i docenti universitari che, dopo un incarico in un ente o istituzione, tornano a insegnare.
Slittano invece, rispettivamente, di sei mesi e di due anni, la riduzione di dirigenti e personale per l’amministrazione civile del Ministero dell’Interno e i diplomatici in servizio all’estero del Ministero degli Affari esteri e l’obbligo del taglio del 15% degli affitti per immobili in uso alla P.A.

Il Ddl. di conversione del decreto sulla spending review prevede la possibilità, per le Regioni in disavanzo sanitario (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) di anticipare al 2013 la maggiorazione dell’addizionale regionale IRPEF, dallo 0,5% all’1,1%.
Aumento, poi, delle tasse universitarie a carico degli studenti fuori corso: +25% per redditi sotto i 90.000 euro e +100% oltre 150.000 euro. Non ci saranno aumenti per chi è in regola e con un reddito sotto i 40.000 euro.

Con il via libera allo Spending review, il Parlamento si avvia chiudere i battenti fino a settembre: sul tavolo, al momento, solo il decreto per l'emergenza dell'Ilva di Taranto, atteso tra stasera e domani. L'Aula della Camera tornerà a riunirsi il prossimo 5 settembre, fatte salve emergenze che richiedano una convocazione durante la pausa estiva. Le commissioni torneranno invece al lavoro il 3 settembre.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Gennaio 2014 17:27