Oggi, Lunedì, 19 Ago 2019
Mappa del sito:     Home Fisco & Tributi Novità in materia fiscale
Novità in materia fiscale PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Ingrosso   
Venerdì 21 Settembre 2018 14:21

altNovita' in materia fiscale

1) Tax free shopping, obbligo fattura elettronica dal 1° settembre

Dal 1° settembre 2018 è in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica per gli acquisti cosiddetti Tax free shopping (acquisti in esenzione IVA), secondo quanto disposto dal Decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017 (art. 4-bis, D.L. n. 193/2016).

Tale norma dispone infatti che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, le fatture relative alle cessioni di beni oggetto di esenzione dall'IVA ai sensi dell'art. 38-quater del Dpr n. 633/72 devono essere emesse in modalità elettronica.

Il termine per l’avvio dell’obbligo è stato rinviato al 1° settembre dalla Legge di Stabilità 2018 a causa della ritardata emanazione del provvedimento di attuazione.

La fattura elettronica Tax free è regolata da disposizioni e procedure diverse da quelle previste per la e-fattura generale, che la Legge n. 205/2017 ha rinviato obbligatoriamente al 1° gennaio 2019.
Per la corretta gestione della fattura elettronica del Tax free shop è necessario avvalersi dei servizi offerti dal sistema OTELLO (Online Tax refund at Exit: Light Lane Optimization) dell’Agenzia delle Dogane.

Dal 1° settembre, dunque, entra in vigore l’obbligo di emissione della fattura elettronica, con ricorso al sistema doganale OTELLO 2.0 per le agevolazioni IVA.

Da tale data, infatti, è garantita la piena interoperabilità tra il sistema di fatturazione elettronica e il sistema OTELLO 2.0 per le cessioni di beni e prestazioni di servizi del valore complessivo superiore a 154,94 euro, che sono destinati ad uso personale o familiare e trasportati in bagagli personali fuori dal territorio doganale comunitario (compresi gli acquisti per familiari non viaggiatori).

Il sistema OTELLO 2.0 digitalizza il procedimento per ottenere il “visto doganale” di uscita della merce dal territorio comunitario, da apporre sulla fattura per avere diritto allo sgravio diretto o al rimborso successivo dell’IVA sui beni acquistati in Italia da soggetti domiciliati o residenti fuori dalla UE.

 

2) Rischio di evasione: procedura sperimentale di analisi per società di persone e capitali

Parte in modo sperimentale, con riferimento al periodo d’imposta 2016, una procedura di analisi del rischio di evasione per le società di persone e le società di capitali basata sull’utilizzo integrato delle informazioni comunicate dagli operatori all’Archivio dei rapporti finanziari e degli altri elementi presenti in Anagrafe tributaria.

La procedura è definita dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. prot. 197357/2018, che è stato emanato in attuazione delle disposizioni dell’articolo 11 del Dl n. 201 del 2011.

Obbligo di comunicazione delle informazioni all’Archivio dei rapporti finanziari
Tale decreto, oltre che introdurre l’obbligo per gli operatori finanziari di comunicare all’Archivio dei rapporti finanziari le movimentazioni che hanno interessato i rapporti finanziari ed ogni altra informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, dispone anche che le informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari possano essere utilizzate dall’Agenzia delle Entrate per le analisi del rischio di evasione.

Di qui, la procedura sperimentale messa in atto dall’Amministrazione finanziaria proprio per individuare le società di persone e le società di capitali incoerenti rispetto all’anno d’imposta 2018 e, quindi, a rischio di evasione.

Tramite la procedura sperimentale di analisi del rischio di evasione, l’Agenzia ha analizzato in modo integrato le informazioni comunicate dagli operatori all’Archivio dei rapporti finanziari e gli altri elementi presenti in Anagrafe tributaria.

Sono, così, state individuate le società di persone e le società di capitali per le quali, pur risultando sui conti correnti movimenti in accredito secondo le informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari: è stata omessa la presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette ed ai fini IVA per l’anno 2016; o se presentata, non riporta i dati contabili significativi.

 

3) Agevolazioni. Fondo Pmi. Credito per cinema, tv, editoria, architettura

Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) rinforza l’operatività del Fondo di garanzia per le Pmi grazie all’accordo sottoscritto con il Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei) nell’ambito del Programma “Europa Creativa”: è attivo per la prima volta in Italia il supporto dell’Unione Europea alle imprese dei settori culturali e creativi, attraverso la CCS Guarantee Facility gestita dal FEI, grazie alla nuova iniziativa lanciata in collaborazione con CDP nella sua qualità di Istituto Nazionale di Promozione. L'operazione è sostenuta dall’Unione Europea attraverso le risorse del Piano Juncker.

Lo si apprende da un comunicato stampa congiunto del 3 settembre 2018 di Cassa depositi e prestiti, Fondo Europeo per gli Investimenti, Invitalia, Mediocredito Centrale e Commissione europea.
L’Ad di Cdp Fabrizio Palermo chiosa: “Siamo lieti di consentire all’Italia di attrarre per la prima volta i fondi della Commissione Europea che, attraverso il Fondo Pmi, consentono di facilitare l’accesso al credito alle imprese dei settori culturali-creativi del nostro Paese”.

Le Pmi operanti nei settori culturali e creativi che intendono ricorrere alla garanzia del Fondo Pmi per finanziare nuovi investimenti o per esigenze di capitale circolante, possono rivolgersi alla propria banca o al proprio Confidi.

Sarà la banca o il Confidi a richiedere l’intervento del Fondo.

L'esito viene fornito mediamente entro una settimana lavorativa.

 

Il fondo PMI è gestito da Mediocredito Centrale, per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, è il più importante strumento agevolativo nazionale a supporto delle imprese.

È finalizzato a favorire l’accesso al credito delle Pmi attraverso la concessione di garanzie: in forma diretta o per il tramite di Onfidi.

La garanzia può coprire fino all’80% dell'importo finanziato e consente a banche e Confidi di applicare alle Pmi beneficiarie condizioni di vantaggio (ad esempio, in termini di ammontare finanziato, minori garanzie richieste, riduzione dei costi del credito).

 

4) Milleproroghe, emendamenti tra rottamazione e alternanza scuola lavoro

Dopo il primo ok del Senato, è sul tavolo della Camera il decreto Milleproroghe.

I primi emendamenti al testo dei due relatori del decreto, Vittoria Baldino e Giuseppe Bompane, sono stati depositati presso le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio.


Rottamazione bis: se gli emendamenti verranno approvati, le date della rottamazione-bis in scadenza il 1° e il 31 ottobre e il 30 novembre slittano al 7 dicembre 2018; mentre quella del 28 febbraio 2019, la quinta, andrà a finire a maggio 2019.

 

Alternanza scuola-lavoro: l'alternanza, per ora, non sarà un requisito per l'ammissione alla maturità. Già nell'emendamento si fa slittare l’entrata in vigore della misura di un altro anno, poi ci sarà il restyling annunciato dal ministro Bussetti con la riduzione delle ore e la probabile definitiva uscita dai requisiti per i maturandi.

 

Imprese non in regola con il pagamento dei contributi: se hanno fruito dell’esonero triennale pieno introdotto nel 2015 sui nuovi contratti stabili del Jobs act, non perderanno il beneficio con il pagamento tardivo delle rate contributive se regolarizzeranno la propria posizione entro il 31 dicembre 2018 (termine ultimo di durata dell’incentivo 2015).

 

Ampliati gli interventi di Cigs a sostegno dei lavoratori: ora nelle aree di crisi industriale complessa gli interventi possono proseguire fino a un massimo di 12 mesi se finalizzati al reinserimento occupazionale. Con l'emendamento il trattamento prolungato spetterebbe alle aziende che operano in aree interessate da accordi di programma per la reindustrializzazione del sito produttivo.

 

Vaccini con obblighi: anche i vaccini sono al centro di un emendamento che riporterebbe indietro le lancette dell'obbligo. Se approvato, il nuovo emendamento ripristina la norma come prevista dalla legge sull'obbligo.

 

5) Manovra. Flat tax partite Iva, Spa, Snc e Srl. Pace fiscale

Dopo l'incontro tra i sottosegretari Massimo Bitonci, Massimo Garavaglia (Mef) e Armando Siri (Ministero delle Infrastrutture e trasporti) la manovra di Bilancio prende forma.

 

Ipotesi di intervento:

- detassazione Ires dal 24 al 15% per le imprese che reinvestono gli utili in beni, macchinari, capannoni e anche assunzioni;

- primo taglio dell’Irpef persone fisiche di un punto percentuale, dal 23 al 22%, della prima aliquota fino a 15mila euro;

- tassa piatta per le partite Iva, differenziata a seconda delle soglie di ricavi e dell’avvio di un’attività produttiva o di uno studio professionale;

- pace fiscale attraverso vari strumenti fino alla terza versione della voluntary disclosure su contante e cassette di sicurezza.

 

Nel merito della flat tax per le partite Iva si prospetta:

- un’aliquota del 15% per imprese e professionisti che hanno ricavi fino a 65mila euro;

- un’aliquota del 20% sulla parte incrementale del fatturato fino a 100mila euro (per questa fascia restano il pagamento dell'Iva e l’obbligo di contabilità semplificata);

- un'aliquota del 5% per le nuove attività.

 

Le nuove aliquote varranno anche per Sas, Snc e Srl che aderiscono alla tassazione per trasparenza.

Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Settembre 2018 14:26