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Redditometro, spesometro e split dopo il Decreto Dignità PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Ingrosso   
Martedì 31 Luglio 2018 07:09

 

altRedditometro, spesometro e split dopo il Decreto Dignità

 

Il D.L. 12.07.2018, n. 87, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14.07 ha introdotto novità fiscali al Capo IV, artt. 10-11-12

 

L’art.10 D.L. 87/2018 ha momentaneamente sospeso o meglio reso non operativo l’accertamento da redditometro (di cui all'art. 38, c. 5, D.P.R. 600/1973) per i controlli ancora da iniziare sul periodo d’imposta 2016 e sui successivi, finché non verrà emanato il nuovo provvedimento del MEF che, come citato nell'art. 10, dovrà sentire l’ISTAT e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori per ciò che riguarda il metodo di ricostruzione induttiva del reddito in base alla capacità di spesa e alla propensione al risparmio del contribuente. Nel comma successivo, quindi, si abroga direttamente il vecchio decreto MEF 16.09.2015 con effetto dal 2016, che prevedeva vari indici di capacità contributiva, tra cui: ammontare delle spese sostenute presenti nelle banche dati fiscali, di quelle desunte da studi socio-economici, le spese per elementi certi, gli incrementi patrimoniali del periodo al netto di disinvestimenti e finanziamenti e la quota di risparmio annua. La sospensione non opera per gli inviti a comparire di cui all'art. 38, c. 7 D.P.R. 600/1973, per fornire dati e notizie per gli anni d’imposta fino al 2015. In ogni caso, non si applica agli atti già notificati e non si erogano i rimborsi delle somme già pagate. Inoltre, la sospensione non opera per gli accertamenti previsti dall'art. 38, c. 4, ossia la possibilità per l’Agenzia di rettificare il reddito sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel periodo, salva la prova del contribuente che il relativo finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta o esenti o soggetti a ritenuta a titolo d’imposta, ecc.

 

 

L’art.11 del D.L. 87, in relazione all’adempimento di invio dei dati delle fatture emesse e ricevute (spesometro), ha semplicemente calendarizzato le scadenze 2018 modificandone alcune, ossia i dati relativi al 3° trimestre 2018, originariamente da inviare entro il 30.11 (ossia entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre di riferimento): ora saranno da inviare entro il 28.02.2019.Invece, per gli invii semestrali viene definito che il 1° semestre andrà inviato entro il 30.09.2018, mentre il 2° semestre entro il 28.02.2019. Dal 2019 invece si ricorda che la legge di Bilancio 2018 ha abrogato l’adempimento dello spesometro con l’avvento della fatturazione elettronica, perciò il 2018 dovrebbe essere l’ultimo anno di applicazione.

 

Infine, l’art.12 torna a escludere dal meccanismo dello split payment i professionisti, che potranno incassare l’IVA esposta nelle proprie fatture, a beneficio della propria liquidità. Si ricorda che prima del D.L. 87/2018 anche i professionisti erano assoggettati alle regole di cui all'art. 17-ter D.P.R. 633/1972, perciò dovevano esporre nelle fatture emesse verso le P.A. (e altri enti e società) l’IVA, ma non incassarla, indicando “operazione in scissione dei pagamenti”, così come non incassavano, normalmente, la ritenuta. Ora l’art.12 dispone che dalle operazioni per le quali è stata emessa fattura dopo la data di entrata in vigore del decreto (perciò dal 15.07.2018) i professionisti emetteranno fattura verso le P.A. con le regole ordinarie, ossia senza split payment, incassando quindi l’IVA esposta. Tutto ciò a prescindere dalla data di incasso della fattura. Perciò una fattura per esempio emessa il 3.07.2018 e incassata il 25.07.2018 andrà in split, mentre una fattura emessa il 20.07 e incassata lo stesso giorno non andrà in split.


Fonte: Ratio Mattino 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Luglio 2018 07:24