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Rassegna stampa del 30/03/2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Ingrosso   
Venerdì 30 Marzo 2018 14:29

 

altComunicazione all'ENEA anche per le ristrutturazioni edilizie - L'art. 1, c. 3 della legge di Bilancio 2018 ha introdotto una nuova comunicazione a carico dei soggetti che hanno conseguito un risparmio energetico in seguito a interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 16 D.L. 63/2013.

La comunicazione in questione viene introdotta aggiungendo il comma 2-bis all'art. 16 suddetto e si tratta della comunicazione all'ENEA delle informazioni al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito in seguito alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione edilizia, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.

In pratica, sembra si tratti di trasmettere soltanto le informazioni degli interventi di ristrutturazione edilizia che implichino anche un risparmio energetico di cui all'art. 16-bis, lett. h) del Tuir: “interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia”.

Sul punto l'Agenzia, con l'uscita dell'aggiornamento della consueta Guida fiscale per le ristrutturazioni edilizie, si limita a riportare la nuova disposizione di legge, rimandando quindi i chiarimenti direttamente all'ENEA in termini di modalità, elenco delle informazioni trasmissibili, tempistiche, ecc. A oggi sul sito dell'ENEA si legge soltanto “il nuovo portale ENEA "http://finanziaria2018.enea.it", per trasmettere i dati relativi agli interventi conclusi nel 2018 sarà attivato a breve“.

La nuova comunicazione riguarda gli interventi conclusi a partire dal 1.01.2018, che siano essi di riqualificazione energetica o appunto di ristrutturazione edilizia, volti anche al risparmio energetico.

Tra le novità ulteriori introdotte dalla legge di Bilancio 2018 in materia, si ricordano:

- l'estensione della detrazione IRPEF del 50% per la ristrutturazione edilizia anche agli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati e ai soggetti che hanno finalità analoghe, tra cui le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;

- la proroga anche per tutto il 2018 delle detrazioni IRPEF ai fini del risparmio energetico, riducendo però la percentuale di detrazione dal 65% al 50% per alcune tipologie di interventi, tra cui quelli di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A, nonché la proroga delle detrazioni ai fini della ristrutturazione edilizia e del correlato bonus mobili;

- il nuovo bonus verde, ossia una detrazione pari al 36% delle spese sostenute per interventi di “sistemazione a verde” di aree private di edifici o unità immobiliari, pertinenze, recinzioni, di impianti di irrigazione, di realizzazione di pozzi, nonché interventi di coperture a verde e di realizzazione di giardini pensili.

 

Le nuove agevolazioni per le assunzioni nel 2018 - L’INPS, nel giro dell’ultimo mese e rispettivamente con circolare 40, 48 e 49, ha disciplinato le principali novità in tema di assunzioni agevolate, precisando le disposizioni relative agli incentivi per assunzioni di giovani, assunzioni di giovani iscritti al Programma Garanzia Giovani e assunzioni di lavoratori al Sud.

Riepilogando per sommi capi, l’assunzione dei giovani ai sensi della L. 205/2017 prevede che:

- sia riconosciuto un incentivo pari al 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di € 3.000,00 annui spettante ai soli datori di lavoro privati;

- danno diritto al beneficio le assunzioni di lavoratori che non abbiano compiuto 30 anni (35 anni per il solo anno 2018) con contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti (D.Lgs. n. 23/2015);

- i giovani lavoratori non dovranno mai essere stati titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con qualunque datore di lavoro;

- l’incentivo ha durata di 36 mesi decorrenti dalla data di assunzione;

- il datore non deve aver effettuato, nei sei mesi precedenti l’assunzione agevolata, licenziamento per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva;

- se il datore di lavoro effettua, nei sei mesi successivi all’assunzione agevolata, il licenziamento di un lavoratore appartenente alla stessa unità produttiva e con la qualifica del lavoratore neoassunto, si avrà la revoca dell'esonero e il recupero del beneficio già fruito.

Altra assunzione per giovani con beneficio riguarda gli iscritti al

Programma Garanzia Giovani (decreto Anpal 2/2018): questa fattispecie prevede che:

- sia riconosciuto un incentivo pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di € 8.060,00 annui spettante ai soli datori di lavoro privati;

- danno diritto al beneficio le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato di giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni cosiddetti Neet iscritti al Programma Garanzia Giovani;

- l’incentivo ha durata di 12 mesi decorrenti dalla data di assunzione;

- il beneficio è soggetto al regime de minimis e, al superamento dello stesso, all'incremento occupazionale.

L’assunzione con diritto al bonus Sud, ai sensi del decreto Anpal 2/2018, prevede che:

- sia riconosciuto un incentivo pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di € 8.060,00 annui spettante ai soli datori di lavoro privati;

- danno diritto al beneficio le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato di lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni di età; per i lavoratori con 35 anni di età e oltre è richiesta la condizione di privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;

- l'assunzione riguardi lavoratori che operano nelle seguenti Regioni: Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

L’incentivo ha durata di 12 mesi decorrenti dalla data di assunzione. Il beneficio è soggetto al regime de minimis e, al superamento di detto limite, all'incremento occupazionale.

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Bonus ristrutturazioni edilizie Con effetto dal 2018, in materia di agevolazioni per interventi di ristrutturazioni edilizie, è necessario trasmettere telematicamente all’Enea una comunicazione dei lavori effettuati (legge di bilancio 2018); tali dati saranno utili per monitorare e valutare il risparmio energetico ottenuto con la realizzazione dei lavori

L’informazione è contenuta nella guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, nell’edizione aggiornata e resa disponibile dall’agenzia delle Entrate (percorso: L'Agenzia > L’Agenzia comunica > Prodotti editoriali > Guide fiscali). Il comunicato stampa del 16 marzo 2018 rende noto che è anche fruibile online il nuovo video sul canale YouTube dell’Agenzia con tutte le novità per usufruire dello sconto fiscale.

La guida rammenta che fino al 31 dicembre 2018 si può beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute entro il limite di 96mila euro di spesa. La proroga è operante sia per i lavori sulle singole unità immobiliari che per la ristrutturazione delle parti comuni degli edifici condominiali.

Dal 2019, a meno di nuove proroghe, si tornerà alla detrazione nella misura ordinaria del 36% e con un limite massimo di spesa di 48.000 euro.

Di seguito alcuni interventi ammessi allo sconto fiscale:

- ricostruzione e ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi;
- eliminazione delle barriere architettoniche;

- prevenzione degli atti illeciti (apposizione di cancelli, grate alle finestre, porte blindate, saracinesche installazione di videocamere);

- cablaggio degli edifici e contenimento dell’inquinamento acustico;

- conseguimento di risparmi energetici;

- adozione di misure antisismiche;

- bonifica degli edifici dall’amianto;

- limitazione degli infortuni domestici.

Ulteriore beneficio è rappresentato dall’Iva ridotta al 10% sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei beni.

La detrazione fiscale vale anche in caso di acquisto di box e posti auto pertinenziali, nonché per le spese relative alla loro realizzazione e per la costruzione di autorimesse o posti auto, anche a proprietà comune, purché vi sia un vincolo di pertinenzialità con una unità immobiliare abitativa.
Completano la guida due pratiche tabelle contenenti l’elenco dei principali interventi agevolabili, sia sulle singole unità abitative e sia sulle parti condominiali.

Irpef: addizionali comunali aggiornate e pubblicate online L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile online l'elenco con le aliquote relative alle addizionali comunali, che contribuenti e sostituti d'imposta dovranno utilizzare, ai fini della determinazione delle quote aggiuntive all'Irpef per il calcolo del saldo 2017 e dell'acconto 2018, in occasione della prossima dichiarazione dei redditi (REDDITI Pf e 730), relativa all’anno d'imposta 2017.

Sono pubblicati in tabella, oltre ai codici catastali di ogni Comune, anche le percentuali di prelievo decise dalle diverse amministrazioni locali.

La pubblicazione online sostituisce l'inserimento dell'elenco all'interno delle istruzioni dei modelli di dichiarazione.

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 Regime IVA Forfettario: requisiti 2018 - Per effetto della Legge di Stabilità 2016 sono cambiati, rispetto al vecchio regime dei Minimi, i requisiti di accesso alle agevolazioni previste per le partite IVA che non superino un certo reddito annuo. Il nuovo regime fiscale agevolato per gli autonomi ha preso il nome di Regime Forfettario e rispetto alla precedente versione ha eliminato il limite di età e di durata, prevedendo la fuoriuscita dal regime solo in caso di perdita dei requisiti di accesso o di permanenza.

Il nuovo Regime Forfettario prevede che il calcolo della base imponibile venga effettuato utilizzando dei coefficienti di redditività distinti in base all’attività esercitata, sulla quale viene poi calcolata l’aliquota sostitutiva del 15% o 5% per le start up (per i primi 5 anni).

Possono continuare a permanere nel vecchio Regime dei Minimi, con aliquota al 5%, coloro che ancora non hanno raggiunto i 35 anni di età o per i quali non siano ancora passati 5 anni dall’inizio dell’attività, purché continuino a rispettare il limite dei ricavi (30.000 euro) e delle condizioni.

I vantaggi fiscali per i forfettari consistono quindi:

- nell’esclusione da IVA, IRAP, studi di settore e parametri;

- nel reddito assoggettato a imposta sostitutiva IRPEF e IRAP pari al 15%;

- nel calcolo del reddito imponibile forfettario che si effettua applicando sul totale dei ricavi/compensi, i coefficienti di redditività diversi a seconda del codice ATECO, che di fatto riducono la misura della base imponibile sulla quale calcolare il 15%;

nell’esonero dalla ritenuta d’acconto i ricavi o compensi corrisposti dal sostituto d’imposta;

- nell’esonero dalle ritenute alla fonte.

Le nuove soglie ricavi 2018 e limiti reddito ATECO da applicare al Regime forfettario sono:

- Alimentari, bevande: dai 35.000 ai 45.000, redditivitità 40%;

- Commercio (ingrosso e dettaglio): dai 40 mila a 50 mila, redditività 40%;

- Commercio ambulante (alimenti e bevande): dai 30 mila attuali a 40 mila, redditività 40%;

- Commercio ambulante altri prodotti: dai 20 mila di oggi a 30 mila, redditività 54%;

- Costruzioni, immobiliari: dai 15.000 di oggi a 25.000, redditività 86%;

- Commercio (intermediari): dai 15 mila di oggi a 25 mila, redditività 62%;

- Servizi alloggio e ristorazione: dai 40 mila a 50 mila, redditività 40%;

- Attività dei professionisti: dai 15.000 di oggi a 30.000, redditività 78%;

- Altre attività: dai 20.000 di oggi a 30.000, redditività 67%.

Il reddito verrà calcolato applicando tali coefficienti di redditività al reddito complessivo dato dalla somma di ricavi/compensi e uscite con la sola possibilità di deduzione dei contributi previdenziali versati nell’anno di imposta. Al reddito così ottenuto si applica l’aliquota del 15% per IRPEF e addizionali regionali e comunali e IRAP.

La fuoriuscita dal Regime Forfettario è prevista solo nel caso in cui ricavi e i compensi superino le soglie previste.

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Rottamazione-bis - Ai sensi dell’art. 1, comma 4, lettera a), del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modifiche dalla Legge 4 dicembre 2017, n. 172 (cosiddetto “decreto fiscale” di accompagnamento alla Manovra 2018), possono rientrare nell’ambito applicativo della “rottamazione-bis” i debiti relativi ai “carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 che non siano stati oggetto di dichiarazioni rese” in occasione della precedente edizione della definizione agevolata dei ruoli (di cui all’art. 6 del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modifiche dalla Legge 1° dicembre 2016, n. 225).

Di conseguenza, non sono “rottamabili” i carichi affidati nel periodo 2000-2016 ricompresi in una precedente dichiarazione di adesione.

Al riguardo, nel corso di Telefisco 2018 l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che tale principio incontra una deroga in presenza di carichi compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, per i quali il debitore non sia stato ammesso alla definizione agevolata a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016.

Si ricorda che possono rientrare nell’ambito applicativo della definizione agevolata dei ruoli anche i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.

A tal fine:

- dovrà essere presentata un’apposita istanza entro il 15 maggio 2018;

- le somme dovute dovranno essere versate in un numero massimo di 5 rate di uguale importo, entro - rispettivamente - i mesi di luglio 2018, settembre 2018, ottobre 2018, novembre 2018 e febbraio 2019.

Per effetto della presentazione della dichiarazione da parte del contribuente, per i carichi oggetto dell’istanza e fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione, è sospeso il pagamento dei versamenti rateali, scadenti successivamente alla stessa presentazione e relativi a precedenti dilazioni in essere alla medesima data.

 

Per la sostituzione di infissi possibile usufruire sia del “bonus mobili”, sia della detrazione per i lavori edilizi - Per la sostituzione degli infissi dell’appartamento è possibile usufruire sia della detrazione prevista per gli interventi di recupero edilizio, sia del bonus mobili: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate sul proprio profilo Twitter.

Al riguardo si ricorda infatti quanto segue:

1. tra gli interventi per i quali è possibile accedere al “bonus mobili” (cioè alla detrazione Irpef del 50 per cento per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione) rientra anche la sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso. Quest’ultimo intervento - come confermano ora le Entrate - “di per sé, dà diritto alla detrazione per recupero edilizio”;

2. per effetto dell’art. 1, comma 3, della legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205), il “bonus mobili” è stato esteso anche agli acquisti effettuati nel 2018, limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dal 1º gennaio 2017 (art. 16, comma 2, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90);

3. indipendentemente dall’ammontare complessivo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, il “bonus mobili” dev’essere calcolato su un importo massimo di 10mila euro, riferito alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici;

4. la detrazione dev’essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo;

5. gli interventi per i quali si usufruisce della detrazione del 65 per cento, finalizzati al risparmio energetico (per esempio, l’installazione di pannelli solari, la sostituzione impianti di climatizzazione invernale, la riqualificazione energetica di edifici esistenti), non consentono invece di ottenere la detrazione per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici;

6. tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che permettono di avere la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici non sono compresi quelli per la realizzazione di box o posti auto pertinenziali rispetto all’abitazione principale.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Marzo 2018 14:34